Avevo conosciuto Roberto Sarotto a Roma, poco prima di intraprendere il mio viaggio-studi nelle Langhe del Barolo. Andarlo a trovare a casa sua a Neviglie è stata la logica conseguenza. Ovviamente è successo perché ne avevo apprezzato i vini durante una degustazione romana, oltre ad averne compreso lo spirito con cui erano fatti. Tradizione e innovazione: troppo ghiotta l’occasione di trovarmi nelle Langhe per non incontrare Roberto in cantina.

L'Azienda Agricola Roberto Sarotto è a conduzione familiare e da sempre legata al mondo del vino. La filosofia aziendale si basa su di una profonda consapevolezza dei valori tradizionali, ma senza paura di esplorare e intraprendere strade innovative del vino. L’azienda si estende su una superfice vitata di 80 ettari dislocati nei comuni di Novello, Neive, Neviglie, Nizza Monferrato e Gavi. Qui nascono e maturano le uve, pregiata materia prima che poi viene trasportata nella modernissima cantina che ho avuto il piacere di visitare, cantina dotata di attrezzature particolarmente innovative. Le uve vengono quindi trasformate nei vini del territorio, permettendo alle stesse di esprimersi nelle loro massime potenzialità.

Tra i diversi vini che ho avuto la fortuna di assaggiare (dal Barolo Audace al Barbaresco Gaia Principe, dal Langhe rosso Enrico all’Arneis Runcneuv, allo Spumante Brut) vi voglio raccontare la Barbera d’Alba Elena 2012, vino creato in onore della secondogenita di Roberto, da cui il vino ha preso il nome.

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