E pare proprio sia il caso di questo vitigno, destinato all’estinzione a causa della sua bassa resa, e che invece si è ritagliato uno spazio importante tra i vini bianchi italiani.
Vitigno autoctono della zona di Ascoli Piceno nel sud delle Marche, del nord dell’Abruzzo e alcuni territori del Lazio e dell’Umbria, un tempo era usato come uva da taglio per migliorare alcuni uvaggi.

 

Sono passati alcuni anni da quell’evento che si tenne all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Si trattava di “Sensofwine” di Luca Maroni una grandissima degustazione con banchi di assaggio che ripercorreva in lungo e in largo il meglio dei vini italiani. Fu in quella occasione che conobbi i figli di Mimmo Pasetti e in particolare Francesca dai capelli rossi, proprio come nonna Rachele, che da il nome al Montepulciano Testarossa, uno dei prodotti di punta di questa bella Azienda Abruzzese.

Parlammo dei vini di casa Pasetti e del Montepulciano come uno dei vini più interessanti e di maggior prospettiva. Mi ritrovai nel calice da degustazione, alla fine della batteria dei vini presentati da Pasetti alla manifestazione, un rosso cupo e impenetrabile. L’Harimann.

In una notte di mezz'estate..

Questa volta tocca a me..
Si poteva andare al bar in piazza, carino, accogliente.
C’era anche la vineria vicino casa che non era male come idea, dentro si sta freschi.. niente da fare.
Stasera ci vediamo da me!
Va bene, allora vado a fare un pò di spesa, il frigo piange!
Il vino lo porta Antonio, caro amico, collega e gran bevitore, cosa da non sottovalutare!
Il caldo non permette l’uso dei fornelli, quindi si va di salumi, formaggi, olive verdi, qualche sott’olio, bruschette ( qualcosa dovevo pur cucinare no?), tarallucci e un pò di mozzarella che non deve mai mancare.
Atmosfera conviviale, familiare, il modo giusto per fare due chiacchiere comodamente seduti sul divano.
A farci compagnia questa volta è il Sassella Valtellina Superiopre di Nino Negri.

Un pranzo domenicale è spesso un momento molto atteso durante la settimana, ma stavolta lo era ancor più.
Il motivo? La pregiata carne dell’amico Filiberto allevata nella zona del beneventano ed allevata alla vecchia maniera, macellata nei paraggi e consumata a qualche kilometro di distanza.

Da amante della carne rossa la bistecca più corposa spetta a me, come deciso da mio padre, vista la soddisfazione che prova nel vedermela divorare.

Cotta sulla brace di legno di quercia non chiede null’altro che incontrare qualcuno che renda onore al sacrificio dell’animale allevato.

Oggi voglio presentarvi una ricetta ideata ed eseguita da me per una dimostrazione di
cucina alla lampada.

In abbinamento ho proposto un vino rosso di Podere Sapaio prodotto
in Toscana nella zona Bolgheri in località Lo Scopaio.

Germano selvatico con essenze di Sicilia e asparagi verdi

 Ingredienti:

  • Germano selvatico
  • Un mazzetto di asparagi verdi
  • Del fondo bianco
  • Olio di oliva

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