Domenica soleggiata, aria fresca, un barbecue acceso… un Tomahawk di bovino scozzese che nel frattempo marina tranquillamente in vino rosso, limone, rosmarino, aglio e pepe.

 

Sono stato a cena presso il ristorante romano Piero & Francesco e con i Fusilloni di Gragnano con calamari spillo, asparagi e ricotta salata hanno servito lo spumante Metodo Classico Brut Rosé della cantina abruzzese Marramiero.

INGREDIENTI per 2 persone

* 220 g di Fusilloni di Gragnano;
* 250 g di Calamari spillo;
* 8 Asparagi;
* 1 Spicchio d'aglio;
* 2 Cucchiai di Olio extravergine d’oliva;
* 30 g di Ricotta salata;
* 3/4 piccoli pomodorini;
* pepe q. b.

PREPARAZIONE

I Fusilloni di Gragnano sono stati lessati in abbondante acqua salata. Nel frattempo, i calamari spillo ben puliti, sono stati soffritti in una padella con aglio e olio non appena l’aglio ha iniziato a dorarsi. Quindi sono stati aggiunti i pomodorini e le 8 punte d'asparago tagliate crude a piccole rotelle. Il condimento è stato cotto per per circa 2-3 minuti fino a quando gli asparagi non si sono ammorbiditi.

I fiocchetti sono una pasta ripiena di ricotta e spinaci. Noi li abbiamo cucinati e amalgamati con una besciamella, abbinando il piatto al Greco di Tufo 2013 dell’azienda emergente Fonzone.

Ingredienti utilizzati per 4 persone

> Mezzo chilo di fiocchetti di ricotta e spinaci;
> Latte, farina, burro e una spolverata di noce moscata per la besciamella;
> Sale quanto basta;
> Parmigiano a piacere.

La preparazione

Abbiamo cucinato i fiocchetti in acqua bollente e salata e li abbiamo scolati tre minuti prima del dovuto. Contemporaneamente con latte, farina, una noce di burro e una spolverata di noce moscata abbiamo preparato la besciamella. Scolati i fiocchetti li abbiamo saltati per un paio di minuti con la besciamella in un tegame.

Abbiamo quindi servito i fiocchetti nei piatti e cosparsi di parmigiano grattugiato.

Oggi non parleremo “solo” di vino; oggi vi racconteremo una storia: una storia di un grande prodotto italiano, la pasta, di un’eccellenza campana, e di una famiglia, che come spesso accade, si trova in un momento di difficoltà!

Al centro del nostro articolo ci sarà, oltre al vino, il Pastificio Rummo, colpito tra mercoledì 14/10/2015 e giovedì 15/10/2015 da un violento nubifragio che ne ha danneggiato macchinari, materie prime e prodotti; nonostante il grande impegno dei quindici dipendenti che si trovavano all’interno dello stabilimento e che hanno combattuto per ore contro l’acqua.

Rummo non è un’azienda che lavora molto sui social: basti vedere che la loro pagina Facebook non posta contenuti da Agosto 2015; ma, la campagna #SaveRummo ha catturato l’attenzione di migliaia di persone tra le quali Selvaggia Lucarelli e Fiorello.

Anche noi di Wine at Wine, che da sempre stimiamo i prodotti del pastificio, vogliamo fare qualcosa; ed oltre ad aver riempito le nostre dispense di ottima pasta, abbiamo deciso di raccontarvi di loro, della loro storia ed offrire a voi tutti una ricetta ed un abbinamento, come spesso facciamo.

 

Il Gewurztraminer è un vitigno che da’ alla luce vini dagli aromi esplosivi ed intensi, talvolta invadenti: è pertanto fondamentale curarne bene l’abbinamento per evitare che il vino sovrasti i sapori invece che valorizzarli.

Ricordatevi che state avendo a che fare con un vino alcolico, un bianco complesso da non servire troppo freddo (14-15°) per non “stordire” gli aromi.

 

1 – Foie Gras: siete amanti del Foie Gras e non sapete con cosa abbinarlo? Un buon Gewurztraminer dall’importante residuo zuccherino e magari da vendemmia tardiva non vi farà sfigurare!
2 – Sushi: lo abbiamo già proposto in abbinamento con la versione vegana da non disdegnare l’abbinamento con il sushi classico ed il sashimi. Ottimo il matrimonio con lo zenzero!
3 – Crudo o grigliata di crostacei
4 – Riso Basmati e filetto di orata

Abbiamo incontrato l’ultima volta la cantina Marramiero quando abbiamo raccontato la verticale di Dante Marramiero, il Montepulciano Riserva e vino di punta dell’azienda.

Oggi invece parliamo del Pecorino, vino bianco prodotto con l’omonima uva autoctona che ricorda l’evento fondamentale della vita abruzzese della Transumanza. Quando cioè i pastori favorivano la migrazione stagionali delle greggi di pecore su largo raggio territoriale, percorrendo particolari vie naturali (tratturi), dalle zone collinari e montane verso i litorali marini nella stagione invernale e per il tragitto opposto in quella estiva cibandosi dell’uva ”pecorino”.

Abbiamo già detto che la cantina si trova a circa 200 metri s.l.m, in una posizione protetta dai 3.000 metri del massiccio del Gran Sasso. Ne abbiamo parlato quando abbiamo raccontato il Trebbiano Altare 1996, vino bianco che ha attraversato magnificamente il tempo. Scopriamo oggi che Marramiero riesce a fare grande qualità anche nei vini bianchi pensati per essere bevuti giovani. Ed è proprio il caso dell’Abruzzo Pecorino 2014 in degustazione.

 

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