21 Nov 2016

Da Sabato 12 a lunedì 14 novembre, a Roma, nelle sale della Ex Cartiera Latina situata all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica, si è tenuta la prima edizione di VINNATUR ROMA, il salone sul vino naturale organizzato dall’Associazione viticoltori naturali VinNatur.

Sono stati tre giorni totalmente dedicati al vino naturale, prodotto nel rispetto della terra, della sua biodiversità e dei suoi ritmi. Sono stati ben 78 i produttori – provenienti da 13 regioni italiane, oltre che da Francia, Spagna e Slovenia – a far conoscere i propri vini, spiegando come vengono prodotti nel rispetto del territorio di riferimento. E hanno risposto oltre 2.000 visitatori in tre giorni, tra operatori di settore e appassionati del vino prodotto secondo natura. Un settore, quello del vino biologico e naturale, in costante crescita, come testimoniano i dati relativi all’incremento delle superfici vitate certificate e del numero di viticultori che vi operano.

Durante la kermesse non sono mancati i dibattiti, sempre molto partecipati, culminati nel confronto avvenuto lunedì 14 tra Angiolino Maule, presidente dell’Associazione, e Sandro Sangiorgi di Porthos, autorevole voce sul tema e non soltanto. Si è ribadita l’importanza della lotta biologica integrata, delle influenze della biodiversità sulla difesa da funghi e insetti erbivori che danneggiano la vite. L'impiego di fertilizzanti chimici e di erbicidi, sono, infatti, tra le principali cause della perdita della fertilità del suolo e dell'impoverimento della biodiversità. Si è evidenziata l’importanza delle azioni compiute seguendo i protocolli del biologico, rivolte all'impiego di microrganismi e insetti antagonisti utili al contenimento delle specie fitofaghe, nonché all'utilizzo di prodotti e altre metodiche naturali.

E quindi si è affrontato il tema del piano dei controlli, su posizioni in qualche caso differenti. Il tema è delicato, in quanto l’ente controllore, un’istituzione riconosciuta dal Ministero delle Politiche Agricole, deve essere in grado di fungere da arbitro, ma spesso non ha le competenze per farlo. Ciò determina il paradosso che molto spesso gli stessi associati di Vinnatur si trovano a dover fornire il supporto ai controllanti.

Abbiamo recentemente recensito un vino arancione, orange wine di Gravner. vino naturale che potrebbe essere di vostro interesse.

In ogni caso, quest’esordio di Vinnatur nella capitale è da salutare con soddisfazione, considerando il bilancio largamente positivo. La strada del mettere a fattor comune le conoscenze e di informare il pubblico di operatori e appassionati di ciò che si è finora fatto sul vino naturale e sul conseguente rispetto della natura è stata intrapresa un modo deciso. E la risposta del pubblico romano in termine d’interesse e partecipazione c’è stata ed è stata altrettanto promettente.

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