26 Apr 2018

Vinitaly, la nostra fiera internazionale di riferimento dedicata al vino, richiama l’interesse tanto per il numero e la qualità dei partecipanti, quanto per l’elevato livello degli eventi che vi hanno avuto luogo.

Come numero di presenze il 52° Vinitaly è stato in linea con la passata edizione, con 128 mila visitatori provenienti da 43 differenti paesi. La manifestazione è stata invece in crescita in riferimento agli espositori presenti con 4.380 aziende, oltre 130 in più rispetto all’edizione precedente. Anche la partecipazione degli espositori esteri è aumentata rispetto all’edizione 2017, raggiungendo i 36 paesi rappresentati, contro i 29 dell’anno scorso. Punto di riferimento fondamentale per il business e la cultura legati al settore enologico - che vale per il nostro paese quasi sei miliardi di euro di export - Vinitaly si conferma dunque una manifestazione tra le più internazionali nel panorama fieristico planetario.

Nonostante l’importanza e la risonanza mediatica che Vinitaly ha nel contesto mondiale, resta da colmare un importante gap nell’awareness del vino italiano, per il quale molte sono le opportunità inesplorate ancora da cogliere. E questo vale sia per aree del pianeta che vengono considerati come mercati maturi (Germania, Stati Uniti), sia in paesi con un forte potenziale di sviluppo come la Cina, il Giappone e la Russia. Ma soprattutto il successo commerciale del vino nei prossimi 5 anni sarà determinato in buona parte dai prodotti a marchio green (bio o sostenibili), vera leva commerciale e di immagine del mercato di domani. Ciononostante molti consumatori stranieri sostengono di non aver mai provato il prodotto italiano e questo trend la dice lunga sulla necessità nel calendario internazionale di una fiera come Vinitaly, come delle prestigiose degustazioni che vi hanno luogo.

Territorio, ricerca e innovazione: sono i tre fil-rouge delle degustazioni tecniche firmate da Veronafiere-Vinitaly 2018. Dalla magia delle vigne vecchie con vini provenienti da vigneti in gran parte ottuagenari ai 30 anni di Amaroni di Masi; dall’invisibile legame esistente tra Bolgheri e Pessac-Léognan ai vini dal mondo curati da Riccardo Cotarella ai cinque terroir del Barolo e del Barbaresco raccontati e descritti tramite cinque storici cru delle cantine Ceretto.

Ma Vinitaly, come ambasciatore dell’intero movimento vitivinicolo italiano, è ormai anche un network internazionale. Quest’anno sbarca in Brasile: è in programma dal 26 al 29 settembre 2018 a Bento Gonçalves, nello stato di Rio Grande do Sul.

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