30 Giu 2017

Vinitaly si conferma ancora una volta come la più importante manifestazione del vino nell’intero panorama enologico nazionale, anche se inserita all’interno di un palcoscenico sempre più internazionale.

L’edizione 2017 del Vinitaly si è chiusa con alcuni numeri di tutto rispetto: 128 mila presenze provenienti da 142 nazioni, tra cui gli oltre 30 mila buyer stranieri, in netto amento rispetto a quelli che hanno partecipato lo scorso anno. Ma, in generale, si è registrata una crescita complessiva degli operatori professionali che hanno visitato le 4270 aziende espositrici (+4% rispetto al 2016) provenienti da ben 30 differenti paesi del mondo.

Dal 9 al 12 aprile, nella fiera di Verona si è osservato un aumento delle presenze estere soprattutto dagli Stati Uniti, dalla Germania, a dispetto della Brexit dalla Gran Bretagna, dalla Cina, dalla Russia e dal Giappone. Numeri ancora contenuti ma in significativa crescita anche per il Brasile, mentre segnaliamo il debutto assoluto di paesi come Panama e Senegal.

Durante i quattro giorni della kermesse enoica hanno avuto luogo oltre 600 eventi tra convegni e seminari, incontri di formazione e degustazioni tecniche, anche di gran livello. Quale la più prestigiosa? Onestamente è molto difficile dirlo. Vorremmo però citare la verticale di Sassicaia che si è tenuta per celebrare i 50 anni di questo gioiello dell’enologia italiana. Oltre all’indiscusso prestigio dell’etichetta, questa verticale è stata l’emblema dell’intera manifestazione: parliamo forse del più prestigioso vino nazionale ottenuto esclusivamente da uve internazionali.

È stata una verticale molto particolare, in quanto sono state scelte esclusivamente bottiglie delle annate cosiddette piccole (i millesimi 1992 – 1994 – 2002 – 2005 – 2007 – 2008 – 2010 – 2014). La degustazione ha evidenziato come questa nostra eccellenza, prodotta a Bolgheri nella Tenuta San Guido e inventata dal grande Giacomo Tachis, riesca sempre a dare il meglio di sé anche quando si sono verificate condizioni ambientali e atmosferiche non ottimali. Ribadendo in ogni caso il concetto enologico che caratterizza il vino, quello dell’estrema eleganza.

La verticale di Sassicaia, ottenuto da uno speciale uvaggio di Cabernet Sauvignon e un saldo di Cabernet Franc, è stata condotta interamente con bottiglie Magnum, formato che certamente aiuta il miglior affinamento del vino. Il Sassicaia, inoltre, è anche uno di quei vini – spesso non tutti lo ricordano – che ha di fatto creato una denominazione dal nulla, in un territorio dove il vino non era mai stato prodotto.

Protagonista assoluto del panorama enoico del Bel Paese, il Sassicaia festeggia il Vinitaly che ricambia restituendo il palcoscenico internazionale non soltanto a questo grande protagonista, ma all’intero movimento vitivinicolo nazionale.

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