09 Feb 2016

Diageo, nata dalla fusione tra l’azienda irlandese (ovviamente) Guinness e la britannica GrandMet, è una delle più grandi imprese mondiali operanti nel mercato degli alcolici; essa è tra le cento aziende con la maggior capitalizzazione nella borsa di Londra.

In passato ha ceduto Pillsbury alla General Mills e la famosa catena di fast food Burger King per potersi focalizzare sul solo mercato degli alcolici.

Si dichiarano un’azienda giovane (nata solo nel 1997) rispetto ad esempio a Justerini & Brooks (più nota come J&B) inglobata in Diageo e nata nel 1749!

200 stabilimenti in 30 paesi, 4000 impiegati…

Brand noti in ogni settore: birra, vodka, gyn, whisky, Tequila... etichette che di certo conoscerete come Johnnie Walker, Smirnoff, Captain Morgan, Vat 69, Talisker, Baileys, Tanqueray, Guinness, J&B, Ciroc, Don Julio, Josè Cuervo, Ketel One, Bulleit, Zacapa, Coal Ila, Cardhu, Cragganmore, Harp, Killkenny, Oban, Pimm’s, Red Stripe,…

Che c’entra col vino? Beh nel 2001, a seguito della già citata uscita dal settore Food, l’azienda aveva operato alcune acquisizioni nel nostro amato settore; ma le cose non sembrano andate benissimo… A distanza di 15 anni, infatti, Diageo completa la dismissione dei suoi investimenti nel mondo enoico cedendo Chalone Estate Vineyard, acquistata nel 2004 per 260 milioni di dollari, alla Foley Family Wines (per approfondimenti potete consultare il pdf sul sito dell’azienda).

Finisce così una piccola era dell’azienda cominciata già con la vendita alla Treasury Wine Estates di brand come Percy Fox, Blossom Hill, Piat d’Or e Sterling Vineyards.

La giustificazione dell’operazione non è da rinvenirsi tanto nel -15% di fatturato del 2014, quanto nella volontà, già manifestata in passato, da parte dell’azienda, di dedicarsi al settore dei distillati, dismettendo business reputati “non core”.

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