10 Mag 2016

Il mondo del vino perde una grande personalità: ieri mattina a Marsala è morto all'improvviso Giacomo Rallo, fondatore della cantina Donnafugata.

I funerali sono previsti per oggi pomeriggio alle 16 a Marsala, presso la Chiesa Madre.
Cavaliere del lavoro dal 2006, Giacomo Rallo era nato a Marsala il 18 ottobre 1937 ed era uno degli imprenditori vitivinicoli siciliani più conosciuti e apprezzati a livello internazionale. Laureato in legge, era esponente della quarta generazione di un’antica famiglia siciliana impegnata, sin dalla metà del XIX secolo, nella produzione di vini di qualità. Ancora giovane, partecipa alle attività dell'azienda di famiglia, essendo fermamente convinto delle straordinarie potenzialità enologiche della sua terra. 

Dopo alcune vicende imprenditoriali e mettendo a frutto le esperienze maturate all'estero, nel 1983, insieme alla moglie Gabriella Anca dà vita al progetto Donnafugata.

In California apprese per esempio come produrre vini di qualità in climi caldi utilizzando la tecnologia del freddo, refrigerando uve e mosti, controllandone la temperatura durante tutto il ciclo produttivo e anche durante le fasi di affinamento. Simili esperienze gli permisero di orientare le decisioni strategiche di Donnafugata verso il segmento di mercato dei vini di qualità.

L'obiettivo per Rallo è sempre stato quello di sviluppare in Sicilia un innovativo disegno culturale, che potenziasse l'identità di una regione ricca di storia e di storia del vino, e che fosse in grado di acquisire il meglio della scienza enologica. Il progetto doveva concretizzarsi facendo conoscere la qualità dei vini dell’isola, costruendo così un’identità di un territorio laborioso e ricco di eccellenze. Per questi motivi Giacomo Rallo viene considerato uno dei principali innovatori del panorama enologico siciliano.

Il progetto Donnafugata è stato portato avanti realizzando le cantine di vinificazione di Contessa Entellina e Pantelleria e quella di affinamento di Marsala, oltre che conducendo 260 ettari di vigneti a Contessa Entellina e 68 ettari a Pantelleria.

Profondamente siciliano, colto e tagliente nell’eloquio, era un convinto sostenitore dell'associazionismo tra gli attori della filiera vitivinicola, tanto che nella sua vita ha ricoperto prestigiosi incarichi in vari organismi associativi: ”La mia terra ha bisogno di credere in se stessa, di riscoprire le sue vocazioni produttive e culturali e di far emergere, sempre più, una classe dirigente e imprenditoriale capace di generare sviluppo e lavoro per le future generazioni” come disse in occasione del riconoscimento di Cavaliere del lavoro.

In questo momento di dolore, alla moglie Gabriella e ai figli Josè e Antonio esprimiamo le nostre più sentite condoglianze.

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