Pasquale Testardi

Pasquale Testardi

Testardi Pasquale (55 anni) Sommelier Ais dal 2006 diplomato presso AIS delegazione di roma.

Esperenzia di collaborazione per degustazioni presso ristorante l'Accademia del Gusto di Mentana (RM). Corsi di Introduzione al vino Elaborazioni di Carte dei vini per Ristoranti e Wine Bar.

Vino antico, i romani chiamavano “Lambrusche” o “Labrusche” le viti selvatiche che si arrampicano spontanee sugli alberi dei boschi appenninici da cui si ricavava un vino aspro e raschiante. 

Molta acqua è passata sotto i ponti, oggi questo vino rappresenta l’Italia nel mondo,con numeri da capogiro, spumante rosso dal gusto internazionale, amato dai giovani.
Purtroppo, la qualità non sempre è stata uno dei cardini della produzione di questo vino e spesso ci siamo trovati di fronte a bottiglie discutibili, frutto di alte rese in vigna vendute a prezzi stracciati e chiuse con irrispettosi tappi in plastica che non rendevano merito a questo antichissimo vitigno.

Spaghetti all’Amatriciana tra mito e leggenda: la vera storia e la ricetta tradizionale

Girando per Roma, ma non solo, tutte le trattorie propongono al cliente questo piatto che, nell’immaginario collettivo, rappresenta la cucina romana in Italia e nel mondo.
Una preparazione che ho visto riproposta a New York come a Londra, ma pochi sanno che questo simbolo della gastronomia laziale non ha niente a che vedere con Roma ma è un piatto di chiara origine abruzzese.
Amatrice, paesotto di circa 2700 anime, in provincia di Rieti (Lazio) a due passi dal lago di Campotosto e all’interno del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga fino al 1927 faceva parte della provincia dell’Aquila e dal 1265 al 1861, per circa 600 anni, parte integrante del Giustizierato d’Abruzzo e della provincia Abruzzo Ultra II, nel distretto di Cittaducale, con capoluogo l’Aquila.
Fu Benito Mussolini a voler istituire la nuova provincia di Rieti a cui furono annessi anche i comuni abruzzesi di Amatrice, Cittaducale e Antrodoco.
L’Amatriciana era il piatto tipico dei pastori abruzzesi e in origine era senza pomodoro.
I prodotti indispensabili per la ricetta, il Guanciale* ed il Pecorino di Amatrice*, percorrevano i tratturi della transumanza insieme ai pastori verso i pascoli invernali della Puglia ma anche della campagna romana.
L’amatriciana senza pomodoro ( fino al 1700 ) prendeva il nome di “Gricia” forse per la presenza dell’abbondante pepe che ricopriva il guanciale tale da rendere grigia la preparazione. Solo nel novecento alcuni cuochi originari di Amatrice aprirono locande e trattorie a Roma riproponendo la loro cucina del territorio tra i quali i spaghetti all’amatriciana facendo conoscere al mondo intero un piatto semplice con pochi ingredienti, ma che non ammette errori sia nella preparazione che nell’uso dei prodotti tipici locali.
Vi ripropongo la ricetta originale, esposta al centro di Amatrice davanti ai giardini pubblici.

Se vi trovate a Roma, dopo una giornata tra monumenti e musei non fatevi mancare un appuntamento con un dei cibi da strada più goduriosi in assoluto.

Il filetto di Baccalà in Pastella.
Diversi sono i ritrovi, dalla romanità più autentica, vere istituzioni, dove tra uno sfottò e una risata aspettate il vostro turno per farvi servire, avvolto nella carta paglia, un Filettone di Baccalà croccante e dorato fritto all’istante dentro padelloni d’olio bollente.

Sceglietevi una delle tante Piazzette che si aprono alla vostra vista e gustatevi il vostro filetto.
Vi sembrerà di essere sul set “Del Marchese del Grillo” e non fatevi mancare di accompagnare questa leccornia, nei pressi ci sono parecchie Enoteche, con un buon vino in abbinamento potreste acquistare “Est! Est!! Est!!! Di Montefiascone dell’Azienda Trappolini di Viterbo. Piacevolmente fresco e sapido dalla mineralità avvolgente con chiari echi di pesca gialla è perfetto per mitigare l’untuosità del filetto e aprirvi ai piaceri di una cucina romana non raffinata ma ricca di sapore e di storia.
Se invece,una volta a casa volete provare a riproporre ai vostri amici questo pezzo di Street Food eccovi la ricetta:

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