Paolo Zordan

Paolo Zordan

Utilizzare la temperatura idonea per il vino è la regola fondamentale 

Lo stesso vino bevuto a temperature diverse, con variazioni anche minime di qualche grado, può assumere caratteristiche molto diverse. Un esempio classico sono i vini passiti, dove se si vogliono far prevalere le note di morbidezza e la complessità dei profumi si utilizzeranno temperature più alte, mentre se si vuole mettere in evidenza l’acidità e la sua bevibilità si tenderà ad abbassare di qualche grado la temperatura di servizio.
Piccola attenzione da tenere sotto controllo durante un pasto è la conservazione della temperatura, un vino bianco ad esempio tenderà ad essere perfetto appena aperto ed a scaldarsi, soprattutto in estate od in ambienti caldi, già dopo qualche minuto. Per questo è utile utilizzare le apposite “GLACETTE” che manterranno il corretto raffreddamento scelto.
Piccola curiosità, le mani sono ottimi dissipatori di calore del nostro corpo, questo significa che tenere il bicchiere con il palmo della mano a stretto contatto con il vino ne va a modificare la temperatura molto velocemente, in questo ci viene in aiuto la lunghezza dello stelo che noi utilizzeremo per l’impugnatura. La suddivisione per fasce di temperature dei vini può essere riassunta così:

Bagna cauda accompagnato dal Barbera d’Asti Superiore Favà della Tenuta Garetto

La bagna cauda (salsa calda in italiano) è uno dei tanti piatti della tradizione regionale italiana che rendono unica la nostra cucina in tutto il mondo.
Una pietanza particolare e carica di personalità e proprio per questo è uno di quei piatti che già da subito o li si ama o li odia, non esistono le vie di mezzo.

Preparato con ingredienti “poveri” e rustici, ma che una volta miscelati e lasciati cuocere a fuoco lento rendono questa portata inimitabile.

La preparazione e la cottura richiedono molte ore, gli ingredienti base sono: aglio, acciughe e abbondante olio; anche se, nelle varie versioni e rivisitazioni moderne, sono comparsi ingredienti come la panna che hanno la sola funzione di rendere più delicati i sapori e mitigare gli effetti postumi.

Una cosa può saltare all’occhio è: perché tra gli ingredienti di un piatto tradizionale piemontese, ritroviamo le acciughe?

La risposta sta nel fatto che questo pesce azzurro si presta bene alla conservazione sotto sale e veniva largamente utilizzato come merce di scambio, moneta dell’epoca,  dai commercianti liguri che venivano a far provviste in Piemonte.

Gianni e Silvia Scaglione con il loro lavoro e con il costante impegno portano avanti un progetto ambizioso. Un progetto che, passo dopo passo, ha condotto la loro azienda a diventare nel 2007 BIO e contestualmente una OASI riconosciuta dal WWF, la prima in Italia ricavata in una azienda agricola.
Un percorso sicuramente impegnativo e che non prevede deroghe ma che, lasciando inalterata la qualità dei loro prodotti, riesce a creare la giusta simbiosi tra uomo e territorio.

La bassa meccanizzazione in vigna,  il rispetto per la natura e la sua biodiversità non sono certo sinonimi di arretratezza, anzi!
I vini prodotti sono il frutto di una costante ricerca volta ad ottenere risultati di eccellenza. I riconoscimenti, nazionali ed  internazionali, ottenuti confermano che la strada intrapresa é quella giusta. Ma come sempre accade nel mondo del vino il vero risultato che conta per un produttore é il riscontro del consumatore, e questo é sempre stato decisamente positivo, al punto da creare veri e propri estimatori dei loro vini.

 

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