Matteo Cecchetto

Matteo Cecchetto

Matteo è cresciuto in un piccolo ma grazioso paese , nel nord Italia , in Veneto, per la precisione Valdobbiadene , famosa per il vino spumante prosecco di Valdobbiadene . E' assorbito dal mondo del vino da quando è nato , 31 anni fa. Ha lavorato in tutta la catena del wine business : Cantina , fornitore \ importatore , hotellerie business . Ha studiato come tecnico turistico e poi come sommelier professionista . Ora di base negli UAE , prima alle Maldive , passando per la Russia , sta continuando a diffondere la filosofia del " bere bene ". 

Questo Vitigno sta rubando il posto al Malbec in Argentina, con un costante apprezzamento dai mercati stranieri. Se invecchiato in botte, puo dare dei risultati davvero incredibili, in termini di profumi e struttura.

La Bonarda argentina, la quale si trasforma in Il Bonarda , quando l'uva si tramuta in vino, da quando ho cominciato a lavorare per questa azienda Argentina mi sono sempre chiesto da dove veramente provenisse . 

 

Mi ero totalmente scordato di questa notizia, del Cannonau, della vite più vecchia del Mediterraneo. Succede tutto qualche giorno fa, mentre leggo un magazine che parla di vino. Sono quelle notizie che ti riaprono la memoria dei tuoi studi passati, come quando si dialoga di vino con un esperto o si apre un libro o si leggono notizie dai vari siti internet che trattano la questione del Wine Business. Da scavi effettuati molto tempo fa, cominciati nel 2002 per la precisione, come per esempio a Borore nel sito nuragico ‘Duos Nuraghes’, sono stati ritrovati semi di vite risalenti dal 1300 avanti Cristo al 300 dopo Cristo, quindi più di 3000 anni fa!

I semi erano carbonizzati e fossilizzati, ma in un buon stato di conservazione. Sono stati fatti anazlizzare da laboratori enologici e il risultato fu sorprendente: Il vinacciolo apparteneva ad un'uva che a tutti gli effetti era il Cannonau, risalente a MOLTO prima che gli spagnoli, nel 1500 circa, arrivassero sull'isola importando ( come molti ancora credono ) la prima uva da coltivare, che come tutti sanno fu la Garnacha.

Ho avuto, molto tempo fa, una chiacchierata con dei mie clienti al ristorante riguardo al vino in generale e proprio loro, i quali erano di ritorno da un viaggio a Bali, mi hanno raccontato questa fantastica storia di vino e coltivazione della vita in un ambiente che mai mi sarei aspettato producesse vino.

L'Isola di Bali è la più piccola provincia dell'Indonesia ed include alcune isole vicine , più piccole, di nome Nusa e Penida. E' la destinazione più gettonata dai turisti che visitano l'indonesia , non solo per le spiaggie e la paradisiaca vegetazione, ma per l'arte la quale include sia danza tradizionale che moderna, scultura, pittura eccetera. E sapete cosa c'è di interessante pure a Bali ? Il vino, naturalmente. Ne avevo sentito nominare da alcuni miei clienti molte settimane fa e ne sono rimasto affascinato. Come si fa a pensare di produrre vino in un clima cosi' particolarmente non adatto alla produzione di vino ? Eccovi cosa ho scoperto. Ho avuto, molto tempo fa, una chiacchierata con dei mie clienti al ristorante riguardo al vino in generale e proprio loro, i quali erano di ritorno da un viaggio a Bali, mi hanno raccontato questa fantastica storia di vino e coltivazione della vita in un ambiente che mai mi sarei aspettato producesse vino. Per la produzione usano un'uva originaria della zona ( si originaria di Bali ) che il nome ha dell'assurdo : Probolinggo Biru, uva bianca . Usano in realtà altre due uve, una di origine francese e credo quasi dimenticata come l'Alphonse-Lavallèe ( nera ) e la balinese Belgia ( bianca ) , clone del moscato di alessandria . Il Propolinggo Biru, del quale non trovo informazioni a sufficienza e quindi mi limito a citarla .

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