Claudio Tenuta

Claudio Tenuta

Alla soglia dei quaranta dopo aver collezionato diplomi di ogni specie: Ais, Onaf, Onas, Onao, per citarne qualcuno e aver partecipato attivamente al mondo della eno-gastronomia in vari ruoli (sommerier, degustatore, comunicatore, blogger...), mi sono guardato allo specchio e detto: "basta associazioni e piccole corporazioni elitarie, voglio essere libero da qualsiasi vincolo che soffochi la mia fantasia e la mia personalità".
Per me l'enogastronomia sarà sempre: amore, passione e soprattutto condivisione di esperienze come di emozioni, perché bere e mangiare sono bisogni primordiali che dobbiamo assecondare al meglio delle nostre possibilità prediligendo la qualità e la territorialità dei prodotti consumati.
Laureato in Economia e bancario per sopravvivere, dedico tutto il mio tempo libero allo sport, alle preparazioni culinarie per me e i miei amici e ad assaporare buoni vini, soprattutto naturali, birre artigianali e sigari...

Il Sauvignon monferrino di Guido Zampaglione

Ci sono vini che prima di stapparli mi convinco che debbano avere l'interlocutore giusto con il quale riuscire a parlare la stessa lingua, ci sono, mie, false convinzioni che mi spingono spesso a fare un passo indietro se non sono sicuro che ciò che ritengo sublime per il mio palato possa esserlo anche per gli altri e non solo per una questione di presunzione, ma all'opposto come forma di rispetto verso gli altri, evitando di mettere in difficoltà chi ha delle aspettative gustative differenti dalle mie, in un determinato momento e per uno specifico sorso.
Così quando due amici mi sono venuti a trovare a casa per un progetto sul quale lavorare insieme, mi sono domandato se potevamo dissetarci con il Sauvignon Monferrino di Cascina Grillo in accompagnamento a un po' di salame piccante prodotto nella zona di Battipaglia, della soppressata calabrese e del Reggiano 30 mesi.
Guido ed Igiea Zampaglione di  Tenuta Grillo sono viticoltori, e non solo (anche produttori di riso e co.), in Monferrato; conosco i vini di Giudo da oltre 10 anni e nel corso del tempo ho apprezzato sempre di più la sua filosofia produttiva e lo spirito libero da schemi precostituiti, producono in una vigna di circa 17 ettari (Freisa, Dolcetto, Barbera, Merlot, Cortese, Chardonnay e Sauvignon) dal terreno sabbioso, limoso e non particolarmente ricco di minerali, seguono i dettami dell'agricoltura biologica ma sono soprattutto produttori nei quali l'assenza di temperature controllate in fermentazione, la presenza di lieviti autoctoni e le lunghe macerazioni sulle bucce sono l'elemento discriminante dei loro prodotti.

Etnella - Notti stellate 2010 Etna Rosso

Testaccio (RM), marzo2014, Vini di Vignaioli, è li che ho conosciuto Davide Bentivegna dell'azienda agricola Etnella, con vigneti nella zona nord-orientale del grande vulcano attivo: Presa, Linguaglossa e Passopisciaro tra i 600 e i 1.000 metri di altezza sono le zone dei vigneti di proprietà su terreni basaltici.

Davide ha un fare casinista, gioviale, ha modi semplici e amorevoli, è arruffone ma concreto allo stesso tempo, mi fa provare i suoi vini insieme con altri amici di bevuta e di trasferta e tutto quello che lui esprime come persona appena conosciuta lo ritrovo in Notti Stellate 2010, un Etna rosso con prevalenza Nerello Mascalese (90%) e residuo di Nerello Cappuccio (7%) e altre varietà autoctone, affina in barrique di terzo passaggio e viene lavorato in vigna e in cantina con metodi assolutamente naturali.

Fusilli al pesto di rucola selvatica e Greco di Tufo Le Ormere: il fascino sta nell’imperfezione

Il divertente gioco degli abbinamenti (oppure La perfezione non è di questo mondo, per fortuna!)
 
Come si dice: "trovata la regola scoperto l'inganno", è un po' questa la filosofia che ormai caratterizza il mio percorso di abbinamento tra pietanze cucinate, o non, e il nettare di Bacco, dopo naturalmente aver adeguatamente digerito le regole auree di abbinamento cibo-vino imparate da oltre 15 anni ai corsi AIS e collegati.
Oggi la parte divertente del gioco degli abbinamenti è quale punto di partenza prendere come riferimento, mi spiego meglio: in alcune circostanze è il persistente desiderio di stappare una bottiglia ben conservata in cantina, magari da un po' di tempo, a farmi ingegnare al meglio per preparare un piatto che riesca a valorizzare la boccia stessa, in circostanze opposte è la presenza di materie prime particolari in frigo con le quali preparo un piatto di tradizione o di cucina creativa che mi fa fermare un attimo per scegliere il vino più adeguato alla circostanza.

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