Alessandro Genova

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

Abbiamo incontrato qualche tempo fa la cantina piemontese Ferraris, una delle aziende vitivinicole di punta per la produzione di Ruché e di cui abbiamo già recensito il Ruchè Opera Prima e il Ruchè Clasic. Ma un’azienda del Monferrato che si rispetti non può non avere una produzione propria di Barbera, vitigno che giusto nel Monferrato trova il suo territorio d’elezione. E del racconto di una versione molto particolare di Barbera è quello di cui ci occuperemo oggi.

Siamo a Castagnole Monferrato, nell’area collinare che si trova a nord-est di Asti. L’azienda, che ora si estende su 37 ettari e che produce quasi 200.000 bottiglie, si distingue per possedere diversi cru, ossia vigneti che per le particolari esposizioni e per il pregio delle uve che vi si producono, danno vita a vini di qualità molto elevata.

E dal vigneto di San Marcellino, provengono le uve con cui viene prodotta la Barbera Birbetta, nome certamente evocativo della sua caratteristica distintiva: stiamo parlando di una Barbera frizzante, come nella tradizione del Monferrato. Il vigneto, impiantato su un terreno argilloso-calcareo e tufaceo, si trova a un’altitudine di 200 metri e presenta un’ottimale esposizione a sud-ovest. Il sistema di allevamento è il Guyot con una densità d’impianto di 5000 ceppi per ettaro.

Abruzzo, terra antica dove la produzione viticola si fa risalire sin dall’età del ferro. Come scrisse Ovidio, nativo di Sulmona, “terra ricca del dono di Cerere e ancor più feconda di uve”. Uve come Montepulciano e Trebbiano, che sono indissolubilmente legate a questa terra.

A fine giugno ho avuto il privilegio di partecipare alla quarta edizione dell’AMA, l’Anteprima del Montepulciano d’Abruzzo, manifestazione che si è tenuta a Chieti nella splendida cornice del Museo archeologico La Civitella. Ho potuto assaggiare molti Montepulciano, oltre che altri vini di questa regione così importante nel panorama ampelografico nazionale.

L’Abruzzo si caratterizza per la presenza di estesi e elevati rilievi, tra cui le più alte montagne degli Appennini appartenenti al Gran Sasso e al Massiccio della Maiella. Nel complesso la regione è occupata per quasi due terzi dei suoi 10.798 kmq di estensione da montagne e la restante parte da colline che declinano dolcemente verso il mar Adriatico.

Il clima della regione è condizionato dall’altitudine e dalla disposizione dei monti. Si presenta più mite sul versante appenninico rivolto al mare Adriatico, con una temperatura media di 12-16°C. Se si escludono alcune zone siccitose del basso Abruzzo, la regione presenta una ragguardevole piovosità. Le precipitazioni sono scarse sulla costa, poi aumentano nelle parte più elevate, per diminuire nuovamente nelle conche interne riparate dai venti. Buona la ventilazione per un clima che rimane nel complesso benevolo. Anche la luminosità è molto favorevole.

Les Crêtes, la Valle d’Aosta eroica e del progresso

Giunta in Valle d’Aosta dalla Savoia a metà del diciottesimo secolo, la famiglia Charrère si è sempre distinta per il suo spirito operoso e lungimirante al tempo stesso, esercitando diverse attività legate all’agricoltura e contribuendo alla storia e all’evoluzione della viticoltura nella regione. Obiettivo perseguito osservando da sempre il massimo rispetto del territorio con il continuo miglioramento dei suoi prodotti: tanto che Les Crêtes è oggi un punto di riferimento imprescindibile della viticultura della Valle.

L’azienda vinicola Les Crêtes si trova ai piedi del Monte Bianco nei pressi del comune di Aymaville, in un ambiente tipicamente alpino caratterizzato da terrazzamenti, dalle forti pendenze dei vigneti e, nel complesso, da condizioni della viticultura definite "eroiche". Il clima è continentale con brevi estati calde e notevoli escursioni termiche tra estate e inverno e tra notte e giorno, a tutto vantaggio dello sviluppo dei precursori aromatici nelle uve. Il clima è in genere secco e ventilato e si registrano precipitazioni atmosferiche tra le più basse d’Europa. Per queste ragioni, i vigneti della Valle d’Aosta subiscono raramente gli attacchi delle muffe che si formano normalmente con l’umidità.

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