Alessandro Genova

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

Incontriamo l’azienda vinicola Bellicoso, emergente realtà dell’astigiano, che si trova nella frazione di Molisso di Montegrosso d’Asti. La storia inizia soltanto nel 2003, quando Antonio Bellicoso, enologo che da 15 anni aveva condotto la professione di tecnico agrario, decide di smettere il lavoro di consulente per iniziare quello di agricoltore. Così trasforma l’azienda dei genitori nell’attuale cantina, ubicata in una zona ricca di vigne tra le vocate per la produzione di vino piemontese.
Antonio Bellicoso, un sognatore innamorato della natura, capace di plasmarla al suo volere ma di assecondarla al tempo stesso. Che ha seguito personalmente gli scassi, gli squadri, l’impianto di ogni singolo tralcio di vite. Che durante la fermentazione si ferma di notte in cantina accanto alle vasche, per sentire ogni gorgheggio e ribollio del mosto.
Un grande vino non può nascere che da grandissime uve. Non può non nascere che da una grande passione, un grande amore per tutto ciò che si fa: ma questo è tanto più vero quando esiste il contatto vero e diretto tra l’uomo e il suo prodotto.

 

Antonio, quanti ettari vitati conduci?
L’azienda comprende circa 4 ettari di vigneto

In percentuale, quale composizione del vigneto per vitigno?
In linea di massima, l'80% del vigneto è costituito dalla barbera e il 20% dalla freisa: comunque i vini che sono prodotti da me sono sempre e assolutamente figli al 100% del nome che portano in etichetta.

La zucca appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, come ad esempio l’anguria, ed è un frutto arrivato dalle Americhe grazie ai viaggi del XVI secolo. È in gran parte costituita da acqua (circa l’80 %), quindi da grassi (9%), carboidrati (8%) e proteine (3%). Noi l’abbiamo utilizzata per preparare una versione di risotto assieme alla provoletta affumicata.

Abbiamo voluto provare l’abbinamento tra questo risotto alla zucca con un Fiano d’Avellino donatomi dal mio amico Francesco. Per l’esattezza parliamo del Fiano d’Avellino 2009 di Colli di Lapio, azienda condotta da Clelia Romano, vino capace di attraversare il tempo e di esprimere 13,5° alcolici.

Ingredienti utilizzati per 4 persone:

Bellissima serata con i vini Terredora al Ristoro degli Angeli, osteria tradizionale romana della Garbatella. Il programma prevede un menù degustazione abbastanza impegnativo. 52 coperti in tutto, tutti prenotati con largo anticipo da una clientela selezionata. Vediamo come i vini dell’azienda condotta da Paolo Mastroberardino si sposano con le pietanze.

Ecco il menù:

Aperitivo

Pane croccante con burro di montagna e alici

Antipasto

Frittata senza uova di patate e verza e gnocchi di semolino

Primi

Mezzi paccheri alla gricia del burino
Mezzi paccheri con broccoli e pecorino

 

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