Alessandro Genova

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

Così come sono stato coinvolto nel lancio del saggio “Gli eroi bevono vino”, alla stessa maniera ho dato una mano alla presentazione di un altro libro, il romanzo “Il casale dei sogli perduti” di Lisetta Renzi. L’evento si è tenuto a Roma presso la libreria Tlon.

Il romanzo, ambientato prevalentemente in Toscana (in Val d’Orcia, provincia di Siena), racconta le vicende legate ad una giovane donna italo-inglese, Isabel, inglese di nascita ma italiana da parte del padre. Isabel, profondamente legata alla terra paterna, ricca di storia e cultura ma anche generosa per i vini che vi si producono, riceve in eredità dalla prozia Ada il casale in Val d’Orcia dove ha trascorso le estati della sua infanzia e della sua giovinezza. L’amata zia Ada le ha fatto scoprire l’estetica e l’architettura, oltre ad averle trasmesso i valori della bellezza e della libertà nel seguire le proprie passioni.

Ciò nonostante, a trent’anni Isabel conduce un’esistenza molto diversa da quella che aveva sognato da bambina: lavora come controller in una prestigiosa banca d’affari inglese, ha una relazione sentimentale con un manager di successo e vive in un lussuoso loft a Londra, razionale e particolarmente ordinato come d’alta parte è tutta la sua vita. Tuttavia, quando la prozia muore, Isabel è obbligata a fare i conti con un doloroso passato che ha pesantemente condizionato tutte le sue scelte. Tornata nella vecchia dimora dove aveva trascorso le estati toscane, ogni stanza, ogni oggetto, ogni profumo la mette nuovamente in contatto con la parte più autentica di sé, inducendola a ricercare i suoi vecchi sogni e la vera felicità che ormai credeva per sempre perduti.

Abbiamo organizzato una bellissima cena-degustazione a Palermo, un incontro "Sicilia-Piemonte" tra grandi vini della tradizione piemontese e piatti gourmet della cucina siciliana e non solo: presso il ristorante Ozio Gastronomico di Palermo sono stati di scena i vini dell’Azienda di Neviglie di Roberto Sarotto.

La cena è cominciata versando nei calici un Asti secco, vino spumante metodo Charmat prodotto con uve Moscato, adatto ad accompagnare aperitivi e antipasti, davvero molto profumato. Un vino ancora troppo poco conosciuto, frequentemente confuso con il veneto Prosecco, con cui ha in comune soltanto il residuo zuccherino (è un extradry con 17 grammi/litro di zucchero). Poi è toccato al Langhe Arneis, un vino che si caratterizza per profumi floreali e fruttati e la notevole spalla fresco-sapida, molto adatto a detergere il cavo orale specie dopo aver mangiato cibi untuosi. Terzo vino il Gavi di Gavi Bric Sassi da uve Cortese, un vino che risulta più morbido rispetto al precedente, che gioca su note fruttate contando anche su una bella acidità. Si passa quindi al rosato Rosae da Nebbiolo in purezza, vino di grande struttura, freschezza e versatilità.

Ho partecipato alla presentazione del bellissimo saggio “Gli eroi bevono vino” scritto dalla professoressa Laura Pepe, docente di Diritto greco antico presso l’Università di Milano. L’evento si è tenuto nella sala consiliare del III Municipio di Roma. Il saggio che ha finalità divulgative, mira a indagare le radici più remote del vino nella cultura classica e nei costumi delle antiche società greca e romana. Al termine della tavola rotonda abbiamo degustato il vino prodotto con vitigni “greci” dalla cantina calabrese Caparra & Siciliani.

Fino al tempo di Omero le storie erano narrate oralmente. Adesso il mito e gli aneddoti che riguardano uomini e dei sono riportati per iscritto nell’Iliade e nell’Odissea. Nella società greca il vino scorre a fiumi: da Ulisse ed Aiace inviati da Agamennone ad Achille come ambasciatori al celeberrimo episodio di Ulisse che ubriaca e acceca Polifemo per fuggire dalla caverna dov’è rinchiuso assieme ai suoi compagni di viaggio.

Importanza rilevante avevano il Simposio e il Convivio, il banchetto per i greci e per i romani. I punti di contatto sono soprattutto formali: per esempio nell’uso del klinai. Il Simposio greco si caratterizza per l’alta ritualità e per la centralità che assume il vino, servito tagliato con acqua. È improntato ad un ideale di uguaglianza dei commensali e il vino viene proposto in un secondo momento, soltanto dopo che la cena è terminata. Nel Convivio romano, cibo e vino sono serviti assieme e c’è una precisa gerarchia tra i partecipanti. Il Convivio segna la fine della frugalitas romana e la cena di Trimalchione ne è l’emblema.

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