Alessandro Genova

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

Abbiamo partecipato ad un nuovo evento enogastronomico che si è tenuto presso la Vineria Bistrot Sydeways di Roma, per l’esattezza una cena degustazione con vitella arrosto. Questa volta sono stati abbinati alcuni piatti a ben sette vini di Roberto Sarotto, produttore delle Langhe che abbiamo già incontrato raccontando la Barbera d’Alba Elena 2012. Per l’occasione, Roberto è venuto a Roma presso Sideways a parlarci della sua azienda e dei suoi vini accostati ai piatti della cena: noi abbiamo scelto l’abbinamento tra lo spezzatino in bianco con contorno di patate al forno dello chef Maicol con il Barbaresco Gaia Principe 2013.

INGREDIENTI per 25 persone

* 3 kg di un taglio non troppo nervino o grasso di vitella;
* ¾ di un bicchiere d’olio;
* circa 200 gr. di burro;
* sedano, carote cipolla q.b.;
* sale e pepe verde q.b.;
* brodo di carne;
* un bicchiere di Barbaresco Gaia Principe.

 

Ho conosciuto Celestino Gaspari il mese scorso, durante l'evento annuale di Luca Maroni che si tiene a Roma. Avevo sentito parlare della sua azieda, Zýme, oltre che dei vini che produce, come la riserva di Amarone della Valpolicella Classico La Mattonara di cui parliamo oggi. Tuttavia non avevo avuto ancora modo di incontrare Celestino, né di degustare il suo vino. Durante l’evento di Maroni ho colmato le due lacune.

Il nome dell’azienda, Zýme, proviene dal greco e vuol dire lievito, principio costituente essenziale del vino ma anche metafora di fermento, attitudine alla trasformazione e di instaurazione di un nuovo rapporto con la natura e il territorio. Questa idea di trasformazione è fondamentale nella filosofia di Celestino che ha sposato senza se e senza ma i principi di ecosostenibilità, anche se con una scrupolosa attenzione alle tecnologie più moderne nel quadro di un rinnovato rapporto di sintonia dell’uomo con il suo territorio. È dunque necessario raggiungere un’approfondita conoscenza delle pratiche colturali e dei processi di produzione nel rispetto della natura e dei suoi tempi.

Abbiamo già incontrato l’azienda vitivinicola Rosa del Golfo in occasione della degustazione dello splendido rosato del Salento che riporta il nome della cantina stessa. L’azienda si trova nell’entroterra della penisola salentina, il lembo estremo della regione pugliese, zona di grande tradizione nella produzione del vino. È un territorio collinare argilloso-calcareo che si caratterizza per le tipiche placche di terra rossa ricca di ferro, mentre il clima temperato è ideale per la vite e l’ulivo. I vini di Rosa del Golfo affondano le loro ultrasecolari radici nella storia della Terra d’Otranto.

Quarantale, nome del vino che abbiamo degustato questa volta, è una parola del dialetto salentino antico che indica il solco scavato per piantare una nuova vigna. È uno dei prodotti di punta dell’Azienda, nato dal desiderio di creare un grande vino rosso tipico, realizzato nel rispetto della tradizione. Si voleva tra l’altro che il vino fosse frutto dei vitigni autoctoni del Salento: Negroamaro in prevalenza, poi Aglianico, Primitivo e Malvasia Nera Leccese.

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