Alessandro Genova

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

Il Muller Thurgau è un vino ottenuto dall'omonimo vitigno, che oggi trova ampia diffusione in Germania, in Austria, in Ungheria, in Svizzera e anche in Italia. In particolare, nel nostro Paese viene coltivato soprattutto in Trentino e in Alto Adige, nelle cui valli si produce probabilmente il miglior Muller Thurgau italiano. Prediligendo i terreni collinari, anche terrazzati, con un’altitudine compresa tra i 500 e i 900 metri s.l.m., proprio per questo ha trovato in questo territorio il suo habitat ideale.

Il Muller Thurgau è una delle poche uve di cui si conosce esattamente il suo inventore e la sua data di nascita. Si sa, infatti, che questo vitigno ha avuto origine nel 1882, quando un ricercatore svizzero, Herman Muller, nato a Thurgau, creò l'incrocio tra il Riesling e il Sylvaner. Da una recente ricerca sul DNA, pare che in realtà il secondo vitigno fosse lo Chasselas.

Al di là della sua storia, sicuramente interessante ma tutto sommato abbastanza recente, per noi il Muller Thurgau è uno dei vitigni più importanti dell’intero panorama enologico nazionale. Abbiamo pertanto degustato e raccontiamo il Muller Thurgau Aristos della altoatesina Cantina Valle Isarco.

Livia è il nome della mamma di Enrico Marramiero, titolare dell’omonima azienda abruzzese che abbiamo già incontrato altre volte. È un vino cotto, vino della tradizione della regione che va indietro nel tempo per molti secoli. Storicamente veniva prodotto e conservato fino alla nascita del primo figlio maschio o addirittura fino al suo matrimonio. Il Livia è un vino prodotto con uve Montepulciano ed è adatto ad accompagnare il dessert, ma in grado di esaltare anche i formaggi stagionati e, come vedremo, anche erborinati.

Questa specialità abruzzese non poteva non far parte della gamma dei vini Marramiero, accanto agli altri grandi vini del territorio come il Montepulciano Inferi, il Dante Marramiero, il Trebbiano Altare o il Pecorino d’Abruzzo, vini che abbiamo già raccontato.

Al Vinitaly, ho avuto la fortuna di partecipare ad un evento in cui il Livia era proposto in abbinamento con ben sei differenti formaggi. Oltre alla presenza del titolare dell’azienda Enrico e dell’Enologo Romeo Taramborrelli, il tasting ha visto la partecipazione della giornalista Rosa Capece ed è stato guidato da Francesco D’Agostino Direttore di Cucina & Vini. Ma prima di raccontare la degustazione, proviamo a capire come viene realizzato tecnicamente il vino cotto targato Marramiero.

Vinitaly si conferma ancora una volta come la più importante manifestazione del vino nell’intero panorama enologico nazionale, anche se inserita all’interno di un palcoscenico sempre più internazionale.

L’edizione 2017 del Vinitaly si è chiusa con alcuni numeri di tutto rispetto: 128 mila presenze provenienti da 142 nazioni, tra cui gli oltre 30 mila buyer stranieri, in netto amento rispetto a quelli che hanno partecipato lo scorso anno. Ma, in generale, si è registrata una crescita complessiva degli operatori professionali che hanno visitato le 4270 aziende espositrici (+4% rispetto al 2016) provenienti da ben 30 differenti paesi del mondo.

Dal 9 al 12 aprile, nella fiera di Verona si è osservato un aumento delle presenze estere soprattutto dagli Stati Uniti, dalla Germania, a dispetto della Brexit dalla Gran Bretagna, dalla Cina, dalla Russia e dal Giappone. Numeri ancora contenuti ma in significativa crescita anche per il Brasile, mentre segnaliamo il debutto assoluto di paesi come Panama e Senegal.

Pagina 1 di 32

Newsletter/Iscriviti







Metti Mi Piace e segui la tua passione per il Vino