Alessandra Mantia

Alessandra Mantia

( Veneto - Vicenza )

Classe '88. Laureata nel Corso Triennale di Scienze e tecnologie vitivinicole ed enologiche presso l'Università di Verona.
Laureata nel Corso di Laurea Magistrale Interateneo di Scienze vitivinicole ed enologiche di Asti.
Sommelier FISAR di III livello - delegazione di Vicenza.
Amo leggere e soprattutto viaggiare.
Ogni nuova esperienza dovrebbe andare coronata da un buon bicchiere sempre da  condividere.

LE NUOVE BOLLICINE: DURELLO OMOMORTO

A Gambellara, tra i colli a cavallo del vicentino e del veronese si trova la cantina Menti Giovanni. Questa particolare azienda segue i principi della biodinamica secondo cui la pratica produttiva agricola opera in maniera eticamente rispettosa nei confronti dell'ambiente e del lavoro, in modo da produrre cibi che nutrono tutto l'essere umano, non solo la sua componente fisica.
Gli interventi in campo sono minimi e riguardano la copertura con zolfo e rame per la peronospora e l’oidio ed in cantina il vino segue il suo naturale sviluppo, senza l’uso di coadiuvanti.
Stefano Menti ci tiene a sottolineare l’impiego della lavorazione manuale nella gestione dell’intera filiera, più conveniente sia dal punto di vista quantitativo sia economico rispetto al biologico, il tutto in una visione di autoconsumo.
Tra i vari vini, l’azienda produce Omomorto, vino spumante brut proveniente da uva durella in purezza, ottenuta da vigneti di 30 anni circa che si estendono per un intero ettaro. La singolare etichetta nera riporta la dicitura “volutamente declassato” ad indicare la volontà di quest’azienda di volersi distinguere rispetto alle denominazioni di origine che non garantiscono qualità al consumatore.
Il nome deriva da un fatto di sangue avvenuto nel XIII secolo, quando un contadino di Montorso uccise un suo compare di Roncà tra le colline di Gambellara. Leggenda vuole che la figlia della vittima ritrovò il corpo del genitore grazie ad una luce guida.

L'Aur-oura un eccellenza del Monferrato

Tra le dolci colline dell’Alto Monferrato recentemente è stata terminata una nuova cantina, anzi quasi un piccolo gioiello: Rocco di Carpeneto.
Un luogo di pace circondato da vigneti che lascia spazio sia alla meditazione che alla degustazione di vini d’eccellenza.
Si tratta di un’area che comprende poco più di 5 ettari di vigneti, disposti in modo da cingere la cantina sul vasto pianalto del fluviale antico che contraddistingue questo piccolo terroir a nord del villaggio di Carpeneto.

MARCHE TRA TRADIZIONE ED INNOVAZIONE

Una regione ingiustamente poco conosciuta ed apprezzata quella delle Marche data la sua incredibile varietà di proposte e la sua bellezza.
Si spazia dal mare alla zona collinare fino ad arrivare al panorama mozzafiato che regala il Monte Conero.
Città di porto come il capoluogo Ancona che si alternano a borghi medioevali dove si ritrovano le origine di questa regione e si respira un’aria di pace e tranquillità.
Gita fuori porta in cui non può mancare una sosta ristoratrice accompagnata da un buon vino.

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