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Vino origine e conoscenza

In questo sito si parla solo di uva! Prevalentemente di vini e vitignivini e vitigni, ma oggi vogliamo informarvi su un qualcosa di meno conosciuto: l’olio di semi d’uva meglio conosciuto come olio di vinaccioli.

In un momento storico durante il quale si parla molto di olio di palma e di olio d’oliva con lo scandalo xylella prima e con la manovra Europea che penalizza il made in Italy agevolando un paese extraeuropeo; si sente spesso di oli diversi con effetti benefici di vario tipo. 

l vino di cui sto per parlarvi è stato acquistato online, sperimentando Wineverse ed approfittando di coupon Groupalia… peccato che l’ecommerce sia andato offline mantenendo attivo solo il blog (sul quale l’ultimo articolo è datato luglio 2015!)…

Grandi investimenti, giornali che tessevano le lodi di questa start-up ed alla fine il rumore di un tonfo…

Veniamo ora al vino, prodotto da Travaglini, azienda piemontese famosa per il Gattinara, il suo nome, romantico, è “Il Sogno”.

Sono stato a cena presso il ristorante romano Piero & Francesco e con i Fusilloni di Gragnano con calamari spillo, asparagi e ricotta salata hanno servito lo spumante Metodo Classico Brut Rosé della cantina abruzzese Marramiero.

INGREDIENTI per 2 persone

* 220 g di Fusilloni di Gragnano;
* 250 g di Calamari spillo;
* 8 Asparagi;
* 1 Spicchio d'aglio;
* 2 Cucchiai di Olio extravergine d’oliva;
* 30 g di Ricotta salata;
* 3/4 piccoli pomodorini;
* pepe q. b.

PREPARAZIONE

I Fusilloni di Gragnano sono stati lessati in abbondante acqua salata. Nel frattempo, i calamari spillo ben puliti, sono stati soffritti in una padella con aglio e olio non appena l’aglio ha iniziato a dorarsi. Quindi sono stati aggiunti i pomodorini e le 8 punte d'asparago tagliate crude a piccole rotelle. Il condimento è stato cotto per per circa 2-3 minuti fino a quando gli asparagi non si sono ammorbiditi.

“Il vino è l’interpretazione umana dell’uva.”

Come in un incontro tra amici, è l’ora dei saluti; ieri l’Italia ha salutato per l’ultima volta Giacomo Tachis, artefice del “Rinascimento” enologico made in Italy; ma a piangerlo non sarà solo il mondo del vino, ma un paese intero che deve tanto a chi ha contribuito alla rivalutazione di uno dei prodotti italiani per eccellenza.

"Per farsi un amico basta un bicchiere di vino, per conservarlo, non basta una botte."

Nacque in Piemonte, a Poirino, piccolo paese della provincia di Torino, nel 1933, da padre operaio e madre casalinga: genitori semplici che diedero la vita a lui ed al fratello Antonio Mario che si laureò prima in chimica e poi in fisica nucleare diventando uno scienziato di fama mondiale.

A Roma ha recentemente aperto Sydeways Vineria Bistrot, un wine bar di altissimo livello dove si svolgono interessanti attività enogastronomiche con focus sui territori del vino. Nell’ambito di un evento sulla Valpolicella, ho avuto modo di provare l’abbinamento tra l’arrosto di vitella in crosta di sapori – proposto dallo chef Maicol – con la Corvina Quadrivium 2014 dell’azienda emergente Poggio delle Grazie. Il vino è stato imbottigliato per l’occasione, visto che sarà presentato ufficialmente al prossimo Vinitaly.

INGREDIENTI per 20 persone

  • 2 kg di vitella;
  • carote;
  • sedano;
  • olio, burro e spezie q. b.

PREPARAZIONE

La carne è stata massaggiata con del burro per circa 3-4 minuti così da renderla più morbida. È stata quindi cosparsa di odori tra cui: rosmarino, salvia, timo, origano, pepe e sale. Successivamente la vitella è stata posta in una casseruola delle dimensioni all'incirca uguali alla pezzatura della carne, dove precedentemente erano stati tagliati sedano e carote a pezzettoni. È stata quindi oliata con extravergine d’oliva e bagnata con del vino rosso, addizionata di po’ d’acqua e riposta in forno per circa 40 minuti a 180° C.

Quante volte succede di andare in un wine-bar e notare l’incompetenza di chi vi serve!

Vino troppo caldo ed imbevibile, o troppo freddo al punto tale da stordire ogni caratteristica del prodotto… per non parlare della categoria di "roteatori di calici"… grandi esperti della rotazione che si pavoneggiano ostentando tutta la loro classe! 

Anche oggi siamo in vena di bollicine!

La scelta è ricaduta su un’azienda Veneta: Col Vetoraz, che ha sede nel punto più alto del Cartizze, a S. Stefano di Valdobbiadene, a circa 400 metri sul livello del mare, in un angolo di paradiso dal quale è possibile ammirare questa fantastica zona zeppa di vitigni!

In questo posto meraviglioso la famiglia Miotto si è insediata già nel 1838 puntando da subito sulla coltivazione della vite; nel 1993 Francesco Miotto, assieme a Paolo De Bortoli e Loris Dall’Acqua, hanno dato vita a Col Vetoraz, una delle più interessanti e rinomate aziende della zona.

Il prodotto che degusteremo oggi è un'eccellenza all’interno della vasta scelta di Prosecco che potremmo andare a bere.

Sono una persona molto attenta ai dettagli, ai particolari ed alla presentazione dei prodotti; credo che il packaging faccia la sua parte, ma allo stesso tempo diffido di prodotti troppo studiati e fatti per piacere già dal primo impatto visivo.

E’ con questo background che mi sono avvicinato alla degustazione di questo prodotto dalla bottiglia molto accattivante, ideale per ristoranti, bar e discoteche.

Ho stappato la bottiglia cosciente che almeno, qualora non mi fosse piaciuto, avrei potuto ricavarci una bella lampada! 

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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