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Vino origine e conoscenza

Abruzzo, terra antica dove la produzione viticola si fa risalire sin dall’età del ferro. Come scrisse Ovidio, nativo di Sulmona, “terra ricca del dono di Cerere e ancor più feconda di uve”. Uve come Montepulciano e Trebbiano, che sono indissolubilmente legate a questa terra.

A fine giugno ho avuto il privilegio di partecipare alla quarta edizione dell’AMA, l’Anteprima del Montepulciano d’Abruzzo, manifestazione che si è tenuta a Chieti nella splendida cornice del Museo archeologico La Civitella. Ho potuto assaggiare molti Montepulciano, oltre che altri vini di questa regione così importante nel panorama ampelografico nazionale.

L’Abruzzo si caratterizza per la presenza di estesi e elevati rilievi, tra cui le più alte montagne degli Appennini appartenenti al Gran Sasso e al Massiccio della Maiella. Nel complesso la regione è occupata per quasi due terzi dei suoi 10.798 kmq di estensione da montagne e la restante parte da colline che declinano dolcemente verso il mar Adriatico.

Il clima della regione è condizionato dall’altitudine e dalla disposizione dei monti. Si presenta più mite sul versante appenninico rivolto al mare Adriatico, con una temperatura media di 12-16°C. Se si escludono alcune zone siccitose del basso Abruzzo, la regione presenta una ragguardevole piovosità. Le precipitazioni sono scarse sulla costa, poi aumentano nelle parte più elevate, per diminuire nuovamente nelle conche interne riparate dai venti. Buona la ventilazione per un clima che rimane nel complesso benevolo. Anche la luminosità è molto favorevole.

Finalmente l'estate, una delle stagioni più attese in assoluto, si allungano le giornate così come il tempo libero e rilassarsi con un bel aperitivo lungomare diventa essenziale.

Oltre che nel vestirsi, ci si "alleggerisce" anche nel mangiare , prediligendo pietanze a base di pesce (spesso crudo), crostacei, ortaggi e verdure, per via del caldo . Le alte temperature oltre che influenzare la scelta del cibo, condizionano anche la scelta del cosa bere e cosa abbinare a questi piatti estivi e colorati.
I vini bianchi in questo periodo dell'anno la fanno da padrone, per la "leggerezza" con cui affrontano il palato anche se non si accompagnano a cibi.
Giovani, freschi, aromatici o secchi, dal colore paglierino con riflessi verdolini, al dorato, sono vini di pronta beva legati al territorio di provenienza.

Les Crêtes, la Valle d’Aosta eroica e del progresso

Giunta in Valle d’Aosta dalla Savoia a metà del diciottesimo secolo, la famiglia Charrère si è sempre distinta per il suo spirito operoso e lungimirante al tempo stesso, esercitando diverse attività legate all’agricoltura e contribuendo alla storia e all’evoluzione della viticoltura nella regione. Obiettivo perseguito osservando da sempre il massimo rispetto del territorio con il continuo miglioramento dei suoi prodotti: tanto che Les Crêtes è oggi un punto di riferimento imprescindibile della viticultura della Valle.

L’azienda vinicola Les Crêtes si trova ai piedi del Monte Bianco nei pressi del comune di Aymaville, in un ambiente tipicamente alpino caratterizzato da terrazzamenti, dalle forti pendenze dei vigneti e, nel complesso, da condizioni della viticultura definite "eroiche". Il clima è continentale con brevi estati calde e notevoli escursioni termiche tra estate e inverno e tra notte e giorno, a tutto vantaggio dello sviluppo dei precursori aromatici nelle uve. Il clima è in genere secco e ventilato e si registrano precipitazioni atmosferiche tra le più basse d’Europa. Per queste ragioni, i vigneti della Valle d’Aosta subiscono raramente gli attacchi delle muffe che si formano normalmente con l’umidità.

Le dolci colline ed i suggestivi borghi medievali, accompagnano alla scoperta di colture e tradizioni risalenti ad antiche epoche.

La vite viaggiando nel tempo tra Etruschi, Romani, Ordini Monastici per poi arrivare fino a noi , testimonia un terroir favorevole alla produzione viticola. Questo gioiello incastonato nell'Italia centrale si chiama Umbria, percorsa da numerosi affluenti , abbracciata dagli Appennini e baciata dal sole , "il cuore verde di Italia" , vanta una vegetazione a perdita d'occhio.

Imparare dal vino è quello che ho sempre fatto, si scoprono territori, filosofie aziendali, vitigni diversi, come diverse sono le impronte che tracciano quando li si degusta.

Oltre la teoria , toccare con mano il lavoro faticoso ma pieno di soddisfazioni che sussiste dietro la bottiglia, è importante quanto emozionante.
Non finirò mai di viaggiare per il vino.

Tenuta San Guido, l'eccellenza a Bolgheri

Bolgheri , lo ricordo con affetto, ripensando a quanta strada ho fatto da lì e quanta ancora dovrò fare. In particolare visitai una delle aziende più amate, (e forse anche invidiate ) del panorama vitivinicolo italiano, fin dal momento in cui il loro vino, si affacciò timidamente sul mercato.  Entrai quasi in punta di piedi inTenuta San Guido , osservando quell'angolo di paradiso che vede protagonisti vino e natura, per non perdere nemmeno un dettaglio. Bolgheri , territorio che persino i profani del vino associano a prodotti di pregio , un tempo era una landa desolata. Il Marchese Nicolò Incisa della Rocchetta con estrema gentilezza, mi raccontò la storia straordinaria di questo terroir e del percorso che fece il Cabernet Sauvignon per diventare Sassicaia

Avevo sentito parlare della cantina di Chiara Ziliani, sebbene, colpevolmente, non ne avevo mai assaggiato i Franciacorta. Trovandomi al Vinitaly, quale migliore occasione per colmare questa lacuna? Sono quindi passato dallo stand degustando i diversi Franciacorta prodotti. Ho avuto quindi la possibilità di riscontrare una qualità media molto elevata insieme a una bellissima piacevolezza di beva. Un’esperienza sorprendente che merita essere riportata.

L’azienda conduce 15 ettari di vigna a basso impatto ambientale, ubicati nella zona del Franciacorta. Il vigneto si trova su un versante collinare morenico a 240 m sul livello del mare nel comune di Provaglio d’Iseo, con un'esposizione che spazia da da est a sud-ovest. Premesso ciò, le scelte della Cantina si sono sempre basate sulla costante ricerca della qualità nel completo rispetto della natura, osservando sempre il principio di originalità e di relazione con la terra di Franciacorta.

C'è chi non lo considera vino poiché deriva dall'incrocio tra Vitis Riparia e Vitis Lambrusca e non Vinifera, e c'è chi lo ricorda con piacere come il vino di famiglia.

Dal color viola impenetrabile e dal profumo fruttato intenso, il vino Clinton non è di certo un blasone, ma comunque in grado di far riscattare le sue caratteristiche anche in distillati di qualità .
Il suo territorio di elezione è quello Veneto, ( dialettalmente chiamato grintón ) , anche se le sue origini sono oltreoceano.

In Italia cresce il successo dei vini rosati. Di solito, questi vini si caratterizzano per leggerezza alcolica, freschezza e facilità di beva. Parliamo, quindi, di caratteristiche che vanno nella stessa direzione dei nuovi trend di consumo del vino, incontrando il gradimento generale dei consumatori specialmente nella stagione estiva.

In particolare, la Puglia è la regione italiana che contribuisce maggiormente alla realizzazione di questi vini, visto che vi si produce ben il 45% dei rosati nostrani. E Rosa del Golfo è un’azienda salentina all’avanguardia in questo particolare segmento, con vini di assoluto interesse.

Abbiamo conosciuto questo produttore pugliese recensendo il vino rosato che dà anche il nome all’azienda, il Rosa del Golfo 2014, classico rosato del Salento che si caratterizza per freschezza e profumi prevalentemente floreali e fruttati. Abbiamo quindi raccontato il Quarantale 2010, vino a base Negroamaro di grande struttura e complessità aromatica. Vino da lasciar riposare in cantina preferibilmente per qualche anno, in modo che possa ulteriormente affinare e aumentare la propria ampiezza e articolazione sensoriale.

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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